Ho sempre desiderato realizzare un racconto musicale per le nostre audioguide, una colonna sonora che avvolgesse gli ascoltatori in un’altra interpretazione dell’esperienza fisica delle architetture e dei luoghi; avevo fatto un tentativo, venti anni fa, con un giovane compositore di Napoli, creando le musiche originali delle audioguide degli Scavi di Pompei e dando avvio a un’amicizia che è partita proprio da lì.
Nel tempo, però si è fatta spazio nella mia mente un’idea più ampia, ovvero la possibilità di produrre una vera e propria esperienza musicale che arricchisse di contenuti la visita museale. Questa idea, però, è sempre rimasta lì, in un angolo dei miei pensieri.
Poi nel 2018, la Santa Sede ha creato il Padiglione Vaticano della Biennale di Architettura sull’Isola di San Giorgio, a Venezia: dieci cappelle più una, temporaneamente installate sull’isola dove ha sede la Fondazione Giorgio Cini, per cui la mia azienda gestisce l’accoglienza e le visite guidate.  Le Vatican Chapels, nate come cappelle nomadi, sono rimaste a San Giorgio e la Fondazione Cini ha affidato a D’Uva la gestione delle visite.
Appena le ho viste ho pensato: ecco un luogo che si può raccontare attraverso la musica e ho trovato anche il committente giusto, la Fondazione Giorgio Cini, che ha accolto l’idea e mi ha lasciato sviluppare un progetto che stava a metà strada fra l’obiettivo e il sogno.
E allora che ho fatto? Ho chiamato quel compositore di Napoli con cui vent’anni fa avevamo realizzato le musiche per le audioguide di Pompei e l’ho invitato a fare un salto a San Giorgio: così, in un giorno di dicembre di due anni fa, mi sono trovata a passeggiare nel bosco della Fondazione con Antonio Fresa, il freddo che pungeva il naso e il sole basso che illuminava gli alberi e le architetture.
Ci abbiamo messo un attimo a decidere che quello era il posto giusto e che, per ogni chapel, avremmo composto una musica che avrebbe arricchito il percorso delle audioguide e poi, chissà, sarebbe potuta diventare anche un disco.
Ma la magia del bosco non si è esaurita a San Giorgio: proprio mentre le Vatican Chapels arrivavano sull’isola, ho avuto occasione di conoscere Paolo Iafelice, proprietario di Adesiva Discografica, un’etichetta raffinata e indipendente, perfetta per la nostra pubblicazione.
Nel frattempo, avevamo aperto anche il San Giorgio Café con Filippo La Mantia, il café ristorante dell’isola, e nel lancio avevamo coinvolto Monica Ripamonti, amica di una cara amica e ufficio stampa di quelli che quando li hai conosciuti non li lasci più.
Ed eccoci qui, siamo in quattro ad aver lavorato a questo progetto, in un intreccio di professionalità e di spirito, in quattro abbiamo lavorato sodo in questi mesi,  abbiamo discusso, ridiscusso, progettato, pianificato, sognato, scherzato, riso, ci siamo fatti compagnia, ogni giorno, durante il lockdown, condividendo contenuti seri e frivoli.
Questo è un progetto amato che raccoglie l’energia di questi mesi strani e irripetibili e ha una specie di tocco magico; ogni persona coinvolta è stata contagiata dalla sua bellezza: Vanni del Gaudio, il mio architetto, che ne ha disegnato la copertina, Lucio Fiorentino, che insieme a Daniele Piras e Luca Gianfrancesco, ha realizzato i video, e tutti quelli che mano mano hanno lavorato intorno a questa idea.
E questo è anche un progetto che non si esaurisce, che si trasforma, proprio come le architetture nel bosco che si sono intrecciate con la natura che le accoglie. Le note hanno pervaso l’isola e sono arrivate al San Giorgio Café, ispirando un menu con tre cocktail e otto piatti abbinati a otto vini: la Soundtaste Experience.
Ilaria D’Uva